MASSIMO FRATICELLI

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I CUSTODI DEL COSMO
E LA STORIA PRECESSIONALE

IL SISTEMA

Il sistema adottato consiste nel considerare la precessione degli equinozi come la chiave di lettura per l'interpretazione della struttura archeologica di antichi monumenti e della simbologia presente nei miti, nei testi sacri, al fine di coglierne la rispettiva datazione.

La collocazione di antichi reperti in un preciso periodo storico risulta ancora una problematica aperta. La scoperta del tempo di decadimento del Carbonio14, pur avendo prodotto dei risultati apprezzabili, è ora messa in discussione per almeno la metà dei casi trattati. Attraverso l'interpretazione della simbologia astronomica, si può arrivare a comprendere come esista in natura un vero e proprio " orologio cosmico", capace di segnare lo scorrere dei secoli per un periodo lungo ben ventiseimila anni. E' proprio attraverso questo fenomeno naturale, che prende il nome di "precessione degli equinozi", che le più importanti civiltà apparse sulla terra hanno potuto lasciarci dei riferimenti temporali ben precisi, custodendoli mediante i più geniali artifici sia nelle forme e nell'orientazione dei monumenti e dei templi e sia nelle allegorie dei racconti e dei miti. Andando alla ricerca di questo simbolismo nascosto si possono recuperare preziose informazioni; ad esempio la particolareggiata descrizione di un animale in un racconto mitologico può descrivere il passaggio nel punto vernale di una determinata costellazione a cui esso si associa, l'orientamento di un tempio può indicare una stella specifica e il nome di un personaggio di antiche leggende può ricordare quello di un determinato evento cosmico. Anche se molte volte le informazioni di questo tipo appaiono criptiche, perché avvolte nel proprio simbolismo, con la corretta interpretazione esse hanno la capacità di fornire una vera e propria mappa stellare, la cui particolare disposizione ed univocità rispetto alla durata del ciclo precessionale, risulta inequivocabile. Come la disposizione delle lancette su un orologio determina (in chi è capace di leggere un quadrante) la possibilità di comprendere l'ora esatta, così anche la differente posizione che le stelle assumono nel cielo nello scorrere dei secoli, proprio per effetto della precessione equinoziale, da la possibilità, a chi sa interpretarla, di determinare una precisa collocazione cronologica. Procedendo in questa maniera, tutte le informazioni che è possibile ricavare dagli antichi reperti e manufatti concorrono all'individuazione dell'esatta posizione assunta dalle predette lancette del nostro orologio precessionale.

Le più grandi civiltà che la storia ricordi hanno avuto l'abilità di lasciare segni indelebili in merito alle conformazioni stellari dei propri tempi. Così queste, oltre a darci preziosissime testimonianze sui loro livelli di evoluzione e sulle loro capacità tecniche, ci forniscono anche tutti i necessari tasselli per la ricomposizione di un mosaico abbastanza definito, di quella che, presumibilmente, è stata la storia del genere umano vissuta sulla terra negli ultimi ventiseimila anni. Tutti gli elementi di questa particolare ricostruzione derivano dall'apporto fondamentale di quattro grandi culture arcaiche: quella egiziana, quella greca, quella indiana e quella mesoamericana. Ciascuna di esse, come avremo modo di verificare nello svolgersi del testo, fornisce un particolare contributo, aggiungendo in maniera cospicua una serie di riferimenti relativi al periodo storico, o ai periodi storici, che maggiormente incisero quella determinata cultura. Incredibilmente, le diverse informazioni pervenuteci, oltre a mostrare un sorprendente allineamento temporale le une con le altre, risultano essere disposte in maniera complementare; una maggiore quantità di indizi proveniente da una va a supplire proprio laddove gli indizi delle altre risultano mancare. Questa preziosa caratteristica ha permesso di ottenere una visione pressoché omogenea dell'intero periodo precessionale, senza che vi fossero anelli mancanti nel complessivo quadro finale.

Il ritmo con cui l'umanità procede in questo percorso millenario viene quindi scandito dalle stelle ed in particolar modo dalle costellazioni zodiacali. Questa influenza si esplica in una suddivisione a tappe dell'intero percorso, in stretta correlazione con ciascuna delle dodici fasi dello zodiaco. Ogni fase, che prende il nome di "era cosmica", è ben distinta dalle altre e si riflette sul cammino evolutivo dell'uomo in maniera specifica. Ciò fa si che il genere umano sperimenti se stesso in diverse condizioni di vita e sia quindi capace di sviluppare molteplici caratteristiche. In questo contesto assumono un ruolo determinante delle particolari figure, preposte a garantirne il corretto svolgimento. Vere e proprie divinità che in ogni era si incarnano sotto sembianze umane, intervengono nel campo delle interazioni tra forze ordinatrici e forze caotiche, aiutando l'umanità a superare le difficoltà congenite di quel determinato periodo. Proprio per questa loro specifica funzione gli è stato attribuito il nome di "Custodi del Cosmo" e la loro presenza, benché non sempre esplicita, risulta viva e di fondamentale importanza in ogni cultura ed in ogni tradizione delle civiltà esaminate in questa trattazione.

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LA PRECESSIONE DEGLI EQUINOZI

La Terra, nel complesso sistema di attrazione gravitazionale in cui è inserita, subisce l'influenza congiunta del Sole e della Luna e per tale motivo il suo asse rotazionale è soggetto ad un particolare moto, detto "moto di precessione degli equinozi ", del tutto simile a quello di una trottola. Nel periodo in cui questo movimento compie un ciclo, pari a 25.760 anni, il nord celeste, puntato dalla direzione dall'asse, si sposta indicando una zona differente del cielo. Essendo la variazione solamente di circa 1 grado ogni 72 anni, il fenomeno, risulta praticamente impercettibile per l'occhio umano. Attualmente l'asse della Terra è inclinato di circa 23,5 gradi rispetto al piano con cui il pianeta compie il suo tragitto di rivoluzione intorno al Sole, e punta, in direzione Nord, verso la Stella Polare. Per il fenomeno della precessione, appunto, tale riferimento astrale è andato via modificandosi, assumendo, nel corso dei secoli, differenti stelle di riferimento quali Alpha Draconis nel 2.800 a.c. o Vega nel 14.000 a.c., come è possibile vedere nella fugura accanto . Il meccanismo precessionale era noto almeno sin dai tempi di Ipparco (130 a.c.), il quale si confrontò con antichi testi caldei, e rappresentò il riferimento per la concezione del cosiddetto "Grande Anno".

 

precessione equinozi polare

In termini astronomici i giorni dei due equinozi sono corrispondenti ai due punti in cui l'equatore celeste e l'eclittica si incrociano ( e ). A causa del fenomeno di precessione il "punto gamma" o "vernale", relativo all'equinozio di primavera, risulta anticipato di 1 giorno ogni circa 70 anni, spostandosi quindi con il riferimento a una diversa costellazione. Il punto vernale, benché astronomicamente cada alla fine della costellazione dei Pesci, viene chiamato anche primo punto della costellazione dell'Ariete, poiché la posizione con cui i segni zodiacali furono attribuiti alcune migliaia di anni fa non corrisponde più ai segni, definiti con i 12 mesi di un calendario zodiacale (solare). Se si facesse una fotografia istantanea del cielo per molti anni di seguito, sempre nello stesso giorno e nella stessa ora, si noterebbe una leggera differenza nelle posizioni delle stelle da una fotografia all'altra. Andando oltre, se ci fosse la possibilità di eseguire la stessa operazione per decenni o meglio per diversi secoli, si potrebbe avere l'effetto macroscopico di come la posizione delle stelle e, in particolar modo delle costellazioni, vari con uno spostamento preciso. Questo andamento procede in direzione opposta a quella consueta con cui le si vede percorrere il cielo nel corso dell'anno, e si potrebbe, per esempio, osservare come le stelle della Vergine precedano e non seguano temporalmente quelle del Leone. Con questo ritmo vengono quindi percorse, in maniera retrograda, le varie epoche precessionali corrispondenti ai 12 segni zodiacali presenti sull'eclittica con un periodo di circa 2.000 anni l'una.

Per convenzione il giorno e l'ora di osservazione vengono fissati con l'alba dell'equinozio di primavera determinando così un riferimento ben preciso e universalmente noto come "Punto Gamma" o "Punto Vernale".

eclittica precessione
eclittica precessione

Per la misurazione del tempo, si utilizzano due sistemi, l'anno sidèreo e l'anno solare che poggiano rispettivamente su due riferimenti ben precisi: le stelle ed il sole. L'anno sidèreo o siderale corrisponde all'intervallo di tempo tra due passaggi consecutivi del Sole per uno stesso punto dell'eclittica, riferito a una stella. Misura la durata di una completa rivoluzione della Terra, che è di 365 giorni, 6 ore, 9 minuti e 10 secondi (in giorni solari medi). L'anno solare o tropico o tropicale è il periodo di tempo compreso fra due passaggi successivi del Sole all'equinozio di primavera (misura dunque il periodo di tempo intercorrente tra l'inizio della primavera e l'inizio della primavera successiva), e ha una durata di 365 giorni, 5 ore, 48 minuti e 45 secondi (in giorni solari medi, nell'anno 2000), risultando così di circa 20 minuti e 25 secondi più corto dell'anno sidèreo. Questo sfasamento riveste un ruolo fondamentale per questa trattazione poiché è grazie ad esso che è possibile datare eventi storici, nella stessa maniera con sui si riesce a leggere l'ora guardando lo sfasamento delle lancette rispetto al quadrante. Infatti le varie costellazioni vanno a costituire i riferimenti orari sul quadrante del nostro orologio cosmico (vedi )., mentre il nostro riferimento solare, ossia, l'equinozio di primavera, costituisce la lancetta in base alla quale si rende possibile la datazione in un arco temporale di ben 25.760 anni.

Bisogna ora fare luce sulle distinzioni fondamentali che intercorrono tra zodiaco astronomico e zodiaco astrologico. Sebbene entrambi riguardino la fascia celeste che si estende all'incirca per 8° da entrambi i lati dell'eclittica, risulta differente sia il modo in cui essa viene suddivisa e sia il sistema di riferimento adottato. Per l'astronomia, infatti, tale suddivisione avviene prendendo in considerazione la posizione effettiva delle costellazioni mentre per l'astrologia la fascia zodiacale viene suddivisa in dodici parti uguali, detti "segni" da 30° ciascuno. Inoltre, come abbiamo visto in precedenza, per l'anno sidereo e quello solare, lo zodiaco astronomico ha come riferimento la sfera celeste, mentre per il quello astrologico fa riferimento il moto di rivoluzione della terra intorno al sole. Ne consegue che i segni zodiacali sono ancorati agli equinozi per cui non sono influenzati dal moto precessionale, mentre le costellazioni dello zodiaco si. La sovrapposizione dei due sistemi, ossia la corrispondenza tra segni e costellazioni, è concisa ben tre millenni fa quando il punto vernale era in corrispondenza dell'Ariete, mentre con il passare dei secoli è aumento il loro sfasamento. Oggi, infatti, siamo sotto il segno dell'Ariete nei giorni compresi tra il 21 marzo ed il 19 aprile, mentre tra il 19 aprile e il 13 maggio per la costellazione omonima.

Se calcoliamo esattamente il valore del punto gamma e le tappe che percorre incontrando le varie costellazioni dello zodiaco, si possono ottenere i dati esposti nel grafico in basso, dove con il colore celeste è evidenziata la situazione in cui il transito avviene all'interno di un segno preciso, con il colore giallo quando cade a cavallo di due, mentre con il celeste scuro le zone di sovrapposizione (nella  vengono poste le date relative a questi avvenimenti). Le dodici costellazioni astrologiche coprono la zona celeste per dodici parti uguali (2.150 anni circa) il tempo di influenza delle citate ere, può essere calcolato con l'effettiva disposizione stellare che da una struttura di riferimento  così da stabilire il preciso istante in cui i segni astrologici determinano gli influssi sulla Terra.

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Grande Anno
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