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I Documentari di Voyager




Torino - la Reggia di Venaria - dove splende la luce

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FREEDOM

Torino - la Reggia di Venaria

dove splende la luce

Torino - la reggia di venaria - dove splende la luce

La troupe di Freedom andrà poi in Piemonte, nella splendida Venaria Reale, che incarna lo sfarzo delle regge delle monarchie assolute del XVII e XVIII secolo ed è un esempio di come possa essere riconquistato un bene culturale di alto pregio: un intervento colossale che ha previsto il recupero, non solo della Reggia e dei suoi giardini ma anche dell’intero territorio che la circonda. Roberto Giacobbo, passeggiando nelle sue meravigliose stanze e in diversi luoghi inaccessibili al pubblico, ci mostrerà le bellezze e la storia di questa antica residenza dei Savoia.

I grandi poemi dell’epica classica: l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio parlano di un sito dove i rispettivi eroi Ulisse e Enea discendono negli inferi. Quali luoghi hanno ispirato queste vicende epiche? Potrebbe essere proprio questa zona dei Campi Flegrei a pochi chilometri da Napoli?

Stasera cercheremo di scoprirlo. Ma non solo, andremo alla ricerca della grotta della Sibilla, la più famosa delle profetesse del mondo antico. È veramente stato trovato il suo leggendario antro? E poi, quale misteriosa popolazione avrebbe mai scavato una serie di tunnel che caratterizzano tutta quest’area?

 

Altare - Savona - la Rennes-le-Château italiana

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FREEDOM

Altare (Savona)

la Rennes-le-Château italiana

Altare (Savona) - la Rennes-le-Château italiana

La squadra di Freedom andrà poi alla scoperta di Altare, che viene definita la Rennes-le- Chateau italiana. E’ un piccolo paese in provincia di Savona che ha sorprendenti analogie con Rennes-le-Château, il paesino del Sud della Francia il cui mistero ha ispirato Dan Brown per il suo romanzo “Il Codice Da Vinci”. Anche qui un parroco, vissuto a cavallo tra il 1800 ed il 1900, avrebbe avuto tra le mani una fortuna corrispondente a svariati milioni di euro di oggi, una ricchezza forse superiore a quella che aveva accumulato Bérenger Saunière di Rennes-le-Château. Come venne in possesso di tali somme pur essendo di umili origini? Perché anche monsignor Bertolotti, come il suo corrispettivo francese, non volle mai spostarsi dalla sua chiesa e dai suoi fedeli? Su questo mistero cercherà di fare luce Roberto Giacobbo indagando nelle chiese e nelle splendide ville in stile liberty di Altare e soprattutto nei misteriosi legami che legano il parroco alla ricchissima Duchessa di Galliera.

I grandi poemi dell’epica classica: l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio parlano di un sito dove i rispettivi eroi Ulisse e Enea discendono negli inferi. Quali luoghi hanno ispirato queste vicende epiche? Potrebbe essere proprio questa zona dei Campi Flegrei a pochi chilometri da Napoli?

Stasera cercheremo di scoprirlo. Ma non solo, andremo alla ricerca della grotta della Sibilla, la più famosa delle profetesse del mondo antico. È veramente stato trovato il suo leggendario antro? E poi, quale misteriosa popolazione avrebbe mai scavato una serie di tunnel che caratterizzano tutta quest’area?

 

Torino - gli eroi di Superga - il Grande Torino

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Torino - gli eroi di Superga

il Grande Torino

Freedom -Torino - gli eroi di Superga - il Grande Torino.png

Roberto Giacobbo andrà poi a Torino per ricordare una delle pagine più dolorose del calcio mondiale: più di 70 anni fa in un sol colpo è stata cancellata una squadra imbattibile, il “Grande Torino”. Una squadra che era l’orgoglio nazionale del Dopoguerra e che aveva saputo far innamorare, per generazioni, sostenitori di ogni tifoseria facendoli appassionare a un calcio genuino, fatto di entusiasmo, di agonismo sportivo e di lealtà. Nei luoghi della tragedia, Giacobbo racconterà come, per una serie di incredibili coincidenze, quel tragico 4 maggio del 1949, l’aereo con a bordo il Torino si schiantò sulla collina di Superga senza lasciare alcun sopravvissuto.

I grandi poemi dell’epica classica: l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio parlano di un sito dove i rispettivi eroi Ulisse e Enea discendono negli inferi. Quali luoghi hanno ispirato queste vicende epiche? Potrebbe essere proprio questa zona dei Campi Flegrei a pochi chilometri da Napoli?

Stasera cercheremo di scoprirlo. Ma non solo, andremo alla ricerca della grotta della Sibilla, la più famosa delle profetesse del mondo antico. È veramente stato trovato il suo leggendario antro? E poi, quale misteriosa popolazione avrebbe mai scavato una serie di tunnel che caratterizzano tutta quest’area?

 

Spagna - il Caminito del Rey

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Spagna - il Caminito del Rey

Freedom -Spagna - il Caminito del Rey

La troupe di Freedom si recherà poi in Andalusia, una delle regioni più affascinanti della Spagna, per andare oltre il confine del brivido e della paura... Un viaggio alla scoperta della storia e dei segreti di quello che in passato è stato definito il sentiero più pericoloso al mondo, il Caminito del Rey. Si tratta di un percorso che si snoda sull’orlo di un precipizio a più di 100 metri da terra, attraverso delle gole spettacolari. Giacobbo mostrerà, camminando in sicurezza su una pedana, i tratti più importanti di questo percorso dove, per anni, i viaggiatori hanno rischiato la propria incolumità percorrendo una passerella senza parapetti e che, in molti suoi punti, risulta completamente sgretolata.

I grandi poemi dell’epica classica: l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio parlano di un sito dove i rispettivi eroi Ulisse e Enea discendono negli inferi. Quali luoghi hanno ispirato queste vicende epiche? Potrebbe essere proprio questa zona dei Campi Flegrei a pochi chilometri da Napoli?

Stasera cercheremo di scoprirlo. Ma non solo, andremo alla ricerca della grotta della Sibilla, la più famosa delle profetesse del mondo antico. È veramente stato trovato il suo leggendario antro? E poi, quale misteriosa popolazione avrebbe mai scavato una serie di tunnel che caratterizzano tutta quest’area?

 

Azzurrina

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CASTELLO DI MONTEBELLO

IL FANTASMA DI AZZURRINA

Freedom -Azzurrina

È vero che ogni castello ha il suo fantasma però quello di Montebello, in provincia di Rimini, sembra avere qualcosa di veramente speciale. Non siamo di fronte ad un classico fantasma che può venirci in mente, come può essere un cavaliere in armatura decapitato o una dama dell’800, ma questo mistero riguarda una piccola bambina dai capelli azzurri.

I grandi poemi dell’epica classica: l’Odissea di Omero e l’Eneide di Virgilio parlano di un sito dove i rispettivi eroi Ulisse e Enea discendono negli inferi. Quali luoghi hanno ispirato queste vicende epiche? Potrebbe essere proprio questa zona dei Campi Flegrei a pochi chilometri da Napoli?

Stasera cercheremo di scoprirlo. Ma non solo, andremo alla ricerca della grotta della Sibilla, la più famosa delle profetesse del mondo antico. È veramente stato trovato il suo leggendario antro? E poi, quale misteriosa popolazione avrebbe mai scavato una serie di tunnel che caratterizzano tutta quest’area?

 


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Sri Aurobindo

Sri Aurobindo


Athanasius Kircher fu un personaggio molto particolare i cui interessi spaziarono in tutti i campi dello scibile umano. La sua ricerca si basava principalmente sulla comprensione dei meccanismi cardine che regolavano la natura. In totale affinità con il sentimento neoplatonico di cui fu uno dei massimi esponenti concepiva tutti gli aspetti del mondo sensibile come emanazione dell'uno dal quale andavano prendendo forma attraverso una serie di stati degradativi. Secondo Kircher questo processo di derivazione dalla fonte unica avveniva sempre con lo stesso meccanismo per ogni singolarità della natura e ciò permetteva che principi scoperti in un determinato campo erano, per analogia, applicabili ad un altro apparentemente molto diverso dal precedente. Con tale forma mentis egli poté investigare e conoscere a fondo un'infinità settori spaziando dall'astronomia alla matematica, dall'archeologia all'ottica, dalla chimica al magnetismo, dalla filosofia alla musica, dalla storia naturale alla fisica e alla gnomonica. Il suo sapere non si limitava al solo studio teorico ma era costantemente accompagnato da brillanti realizzazioni quali ad esempio il prototipo della lanterna magica che espose, insieme ad altre meraviglie meccaniche, nel suo "Wunderkammer" il primo museo della scienza al mondo. Creò inoltre una delle più antiche calcolatrici e compilò la prima rappresentazione cartografica delle correnti marine; fu il primo ad osservare il sangue umano al microscopio e con la sua decifrazione del Copto e la sua interpretazione dei geroglifici gettò le basi che portarono all'attuale decodifica dell'antica scrittura egizia.

La vita di Athanasius fu costellata da molti eventi particolari tra cui ce ne furono alcuni che lo portarono addirittura molto vicino a perdere la vita: una volta rischiò di annegare perchè cadde in una crepa apertasi in un fiume ghiacciato ma anche se faticosamente, riuscì a trarsi in salvo; durante la guerra dei trent'anni per poco non fu impiccato da un gruppo di protestanti che dopo averlo circondato e derubato lo lasciarono andare perché riconobbero qualcosa di speciale nella sua estrema calma di fronte alla fine che stava subendo; da giovane si salvò miracolosamente dallo sfracellarsi quando fu trascinato dalla corrente verso la ruota di un mulino ad acqua; un'altra volta rimase miracolosamente illeso quando, mentre stava guardando una corsa di cavalli, finì accidentalmente sotto gli zoccoli degli animali. Grazie alla sua estrema fede in Dio e nel destino che, come affermò egli stesso, lo doveva portare a compiere qualcosa di grande, mantenne sempre una straordinaria calma cosa che gli fu di notevole aiuto anche in quei frangenti pericolosi.

Il Kircher possedeva una personalità poliedrica. Il suo carattere particolare lo spinse ad praticare per ben cinque anni un curioso esercizio. Per esercitare l'umiltà si finse stupido dal momento in cui fu ammesso al noviziato dei Gesuiti di Paderbon in Vestfalia (2 ott 1618) fino a quando non fu trasferito a Coblenza nel 1623. Dotato di una spiccata sensibilità verso il metafisico ebbe diverse visioni e sogni "profetici" come quello che gli preannunciò la distruzione, per ordine di Gustavo Astolfo di Svezia(1631), del collegio dei gesuiti di Wurzburg dove egli risiedeva. Era anche un uomo in cui una sterminata curiosità si legava ad una buona dose di temerarietà e questo lo portò, non solo ad ammirare in loco le eruzioni dell' Etna e dello Stromboli (1637) e ad osservare da Tropea terremoto che distrusse Sant'Eufemia nel 1638, ma addirittura come un novello Plinio Seniores, a scendere, all'età di più di settant'anni, nel cratere del Vesuvio per eseguire delle misurazioni.

Appassionato della storia arcaica dell'uomo intraprese moltissime ricerche indirizzate al reperimento di documenti e prove legate ad episodi a cavallo tra la storia e la mitologia. In particolare i suoi interessi si diressero principalmente su Atlantide di cui possedeva un'antica mappa che esamineremo in seguito e sui più importanti resoconti biblici come il Diluvio Universale, l'Arca di Noè, la Torre di Babele ed i Giganti per cui collezionò i resti di alcuni elefanti antidiluviani ritrovati a Trapani e Palermo nel 1636 e diversi scheletri dalle misure straordinariamente grandi (Le "ossa di giganti" delle grotte di Maredolce presso Palermo).

Le informazioni sulla sua vita oltre a pervenirci dall'innumerevole quantità di opere lasciateci e dalla folta corrispondenza che tenne con più di 760 personaggi dell'epoca, fra cui scienziati (Leibniz, Torricelli e Gassendi), medici, missionari gesuiti, due imperatori del Sacro Romano Impero, papi e potentati di tutto il mondo (Cristina di Svezia), ci arrivano anche attraverso la sua autobiografia di cui riportiamo l'incipit:

    "Nacqui il 2 maggio 1602, giorno di Sant'Atanasio, alle tre della notte, nell'infelice città di Geisa, a tre ore di viaggio da Fulda. I miei genitori erano Johann Kircher e Anna Gansek, cattolici devoti, rinomati per le loro buone opere."

Cronologicamente il giovane Athanasius entrò all'età di dieci anni nel collegio gesuita di Fulda e poi, ammesso come novizio nel collegio gesuita di Paderborn (2 ottobre 1618) ivi rimase finché gli esiti delle persecuzioni della guerra dei Trent'anni lo costrinsero ad andare prima a Munster e successivamente a Colonia, dove proseguì i propri studi scientifici e umanistici. Nel 1624 si trasferì prima a Mainz, dove nel 1628 divenne sacerdote e poi presso l'Università di Würzburg in qualità di professore di filosofia, matematica e lingue orientali. Nel 1633 ricevette, praticamente in contemporanea, due illustri proposte che lo volevano l'una a Vienna per succedere a Keplero, deceduto nel 1631, nel ruolo di matematico presso la corte dell'imperatore Ferdinando II e l'altra a Roma per l'importante traduzione di alcuni vocabolari copti. Il destino lo mosse nel novembre del 1633 a Roma dove rimase per tutto il resto della sua vita fatta eccezione per un soggiorno a Malta fra il 1636 e il 1637 in qualità di confessore di Hesse-Darmstadt da poco convertitosi al cattolicesimo. Nel 1638 venne nominato professore di matematica presso il Collegio Romano, incarico che lasciò otto anni dopo per dedicarsi completamente alle sue ricerche. Morì a Roma il 27 novembre 1680 e fu sepolto nella Chiesa del Gesù mentre il suo cuore, per suo espresso volere, venne invece tumulato nella cappella di Santa Maria della Mentorella vicino a Palestrina. Questo luogo, sin dal suo primo incontro avvenuto casualmente nel 1661, ebbe un'attrazione speciale per il gesuita. La chiesetta abbandonata che lì sorgeva si poggiava sulle rovine dell'antico santuario edificato nel luogo dove era avvenuta la conversione di Sant'Eustachio e la cui fondazione risaliva secondo un'iscrizione all'imperatore Costantino come ci viene descritto nella autobiografia Kircheriana:

    "Ci avvicinammo e scoprimmo che si trattava di una chiesa in quasi completa rovina. Entrai e mi resi conto che era stata una chiesa magnifica. Rimasi stupito al pensiero che fosse stata costruita in quella terra spaventosamente desolata, e supposi che vi si nascondesse un segreto. … guidato da Dio, mi imbattei in una lastra di marmo su cui era inciso il testo seguente: In questo luogo si convertì Sant'Eustachio, allorchè il Cristo crocefisso gli apparve tra le corna di un cervo. In memoria di tale avvenimento, l'Imperatore Costantino il Grande fece erigere questa Chiesa, solennemente consacrata dal santo papa Silvestro I al culto della Madre di Dio, e di Sant'Eustachio."

Il Kircher si adoperò moltissimo per farla ristrutturare e da quel giorno decise che vi ci sarebbe recato ogni 29 settembre, giorno in cui si festeggia San Michele Arcangelo, e divenne per lui il posto dove egli più amava ritirarsi a meditare e a scrivere.

La sua poderosa produzione letteraria (più di trenta testi) lo fece apprezzare come uno dei più grandi eruditi del XVII secolo. Tra le sue opere più suggestive, ricordiamo il Prodromus Coptus sive Ægyptiacus (1636), Lingua Ægyptiaca restituta (1643), Ars Magna Lucis et umbrae in mundo (1645–1646), Obeliscus Pamphilius (1650), Musurgia universalis, sive ars magna consoni et dissoni (1650), Œdipus Ægyptiacus (1652–1655), Mundus subterraneus, quo universae denique naturae divitiae (1664–1678), Obelisci Aegyptiaci interpretatio hieroglyphica (1666), China Monumentis, qua sacris qua profanis (1667), Ars magna lucis et umbrae (1671), Arca Noë (1675), Sphinx mystagoga (1676) e Turris Babel sive Archontologia (1679).